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        <title>News | Maffeiani.com</title>
        <description>Canale RSS di Maffeiani.com - NEWS</description>
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            <title>Fuga radioattiva in Francia</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=1005</link>
            <description>PARIGI- Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto stamane l'Autorithy francese per la sicurezza nucleare. 

Il nuovo incidente, mentre non si placano le polemiche intorno alla centrale nucleare di Tricastin, la seconda più grande di Francia dopo quella di Le Hague, teatro 10 giorni fa di un riversamento accidentale di acque usate contenenti uranio nei fiumi vicini, affluenti del Rodano. Sull'impianto e sulle società che lo gestiscono, Socatri e Areva Nc (entrambe filiali del colosso energetico Areva), da giorni piovono critiche da associazioni ambientaliste e autorità di vigilanza. Innanzitutto per la gestione approssimativa dell'incidente, una piccola perdita che a causa di &quot;una catena di disfunzioni ed errori umani&quot;, come la definisce l'Autorità di sicurezza nucleare (Asn), si è trasformata in una contaminazioni ambientale. Tutto è cominciato, secondo la ricostruzione degli ispettori Asn ripresa dal sito d'informazione Mediapart.fr, alle 19 del 7 luglio, quando un allarme ha segnalato un livello di liquido troppo alto in una cisterna di raccolta delle acque usate per la pulitura degli impianti. Secondo gli indicatori, però, tutte le paratie di accesso alla cisterna erano chiuse, quindi i tecnici hanno concluso che l'allarme fosse difettoso e se ne sono disinteressati, senza notare che una paratia difettosa lasciava in realtà filtrare parte dell'acqua. La cisterna ha così continuato a riempirsi fino alle 23, quando una ronda notturna ha notato che traboccava, versando acqua in un bacino di raccolta sottostante. 

Niente di grave, se non fosse che il bacino era a sua volta fallato, e il liquido filtrava in un cantiere vicino e da lì nel terreno. Solo alle 4 di mattina, oltre 8 ore dopo il primo allarme, i responsabili hanno realizzato che l'acqua, contenente 12 grammi di uranio per litro, si era riversata nei fiumi circostanti. E solo un'altra ora e mezza dopo l'hanno comunicato alle autorità. Un comportamento che ha spinto l'Asn a chiedere a Socatri, società responsabile dell'impianto, di interromperne subito le attività, e a inviare un verbale d'infrazione alla procura di Carpentras per l'eventuale apertura di un'indagine giudiziaria. Non è però la prima volta che l'Autorità se la prende con Socatri per la gestione delle stazioni di Tricastin. Nel rapporto, datato maggio 2007, sullo stato della sicurezza nucleare e della radioprotezione nella regione Rhone-Alpes, infatti, l'Asn rilevava una serie di &quot;scarti&quot;, ovvero piccoli errori, nel trattamento dei residui di lavorazione, in particolare per quanto riguarda le emissioni di carbonio 14 e tritium (idrogeno radioattivo), superiori ai limiti di legge. &quot;Si trattava di disfunzioni serie, ma non è stato fatto niente - ha commentato Corinne Castanier, presidente della Commissione di ricerca e d'informazione indipendente sulla radioattività (Criirad) - l'Asn è troppo permissiva, sanziona molto raramente i gestori&quot;. E poi c'é il mistero della falda acquifera 'AEP4'. Secondo i prelievi effettuati negli scorsi giorni dall'Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn), contiene livelli troppo elevati di uranio, ma data la sua posizione, oltre 2 km a sud dell'impianto di Socatri, la causa non può essere il recente incidente. &quot;Una presenza naturale&quot;, ha sentenziato il direttore aggiunto dell'Irsn Jean-Christophe Gariel, o una &quot;marcatura precedente&quot; delle fonti radioattive. Ma secondo la Criirad, la colpa sarebbe invece di un deposito interrato di scorie provenienti da un vecchio impianto di arricchimento dell'uranio per scopi militari. Una fossa profonda alcuni metri, priva di protezioni stagne, in cui tra il 1966 e il 1976 sono state sepolte 760 tonnellate di barriere usate per separare l'uranio fissile usato nelle armi da quello naturale, contenenti 2 o 3 tonnellate di materiale radioattivo. Un'anomalia segnalata già nel 1998 in un rapporto dell'Alto commissariato all'energia atomica, secondo cui circa 900 kg di uranio erano filtrati dal deposito nel terreno fino alla vicina falda acquifera, di cui era quindi stato disposto il prosciugamento</description>
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            <title>La mano del padrone</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=987</link>
            <description>da &lt;a href=&quot;http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2008/06/11/la-mano-del-padrone&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post...el-padrone&lt;/a&gt;

Ieri su una nota testata online appariva a metà pagina una notizia di cronaca. Durante la giornata è andata giù giù fino ad arrivare proprio in fondo dove forse la troverete ora. Ho cercato la notizia altrove ma non l'ho trovata. Nessun taglio d'apertura sui quotidiani leghisti, nessun commento dispiaciuto sulle testate cattoliche. Tutti zitti e buoni per far passare sotto silenzio una storia atroce.

Una coppia di veronesi, titolari di una impresa di autotrasporti, ha assunto in nero un romeno. Per metterlo in regola lo hanno convinto a firmare una assicurazione sulla vita della quale fosse beneficiaria una dei due. Infine hanno inscenato un suicidio, lo hanno ammazzato e bruciato. Alla sua morte se nessuno avesse scoperto nulla questi avrebbero incassato un milione di euro di assicurazione.

Su questa notizia si potrebbero fare le speculazioni più infime. Si potrebbe dire che questi signori in villa che sono pronti a fare le ronde per massacrare romeni poi in realtà sono spietati aguzzini che speculano sulle vite degli stranieri che vengono in italia per lavorare e costruirsi un futuro migliore.

Si potrebbe dire che i teneri fanciulli fascisti che hanno ucciso Nicola Tommasoli vengono da questo tessuto sociale, da questa cultura di veronesi &quot;brava gente che pensa solo a lavorare&quot;, salvo poi scroprirli a organizzare scippi di vite e speculazioni di anime che per piacer loro vengono private dei più elementari diritti.

Si potrebbe dire che forse questi signori sarebbero stati i primi a denunciare per clandestinità questo ventottenne romeno - che contribuiva con il suo sangue e il suo sudore a portare avanti la loro azienducola - semmai questo non avesse acconsentito a firmare la polizza milionaria.

Si potrebbero dire tante cose ma non diremo niente. Semplicemente ci spiace che l'informazione sia di regime, che la stampa sia co-responsabile della cultura che rafforza l'idea della pericolosità degli stranieri mentre assolve tutti gli italiani. Ci spiace che siano tutti lì a leccare il culo ai vecchi e nuovi teorici della &quot;sicurezza&quot;, ai fabbricanti di morte e paura, a quelli che &quot;il nucleare ora non rappresenta più un rischio ed è una risorsa necessaria&quot;, a quelli che &quot;la flessibilità dei lavoratori deve venire prima di tutto&quot; e chi se ne fotte del fatto che per stanchezza un lavoratore in fabbrica può morire, a quelli che il clan de &quot;la famiglia prima di tutto&quot;, che quello del nord è &quot;un popolo di onesti lavoratori e che gli stranieri che vengono a fare il loro dovere saranno bene accetti&quot;.

Il romeno Adrian Joan Kosmin ha seguito tutte le regole ed è morto ammazzato. E' stato bravo, si è guadagnato un contratto di lavoro mentre i suoi aguzzini, nella legittimazione della perversa cultura razzista che imperversa in questo paese, hanno ritenuto di poter fare di lui quello che volevano.

Ci sbagliavamo, non si tratta solo di apartheid. E' ancora peggio. Quello che si sta istituendo è un regime di proprietari bianchi che ritengono di avere il diritto all'opera di tanti schiavi di vari colori, razze ed etnie per il raccolto del loro sporco cotone.

I migranti sono schiavi senza che nessuno lo dica ed è per nascondere questa terribile realtà, mentre i sindaci diventano ancora più sceriffi e l'europa decide che un lavoratore può anche schiattare per 60 ore a settimana a fare l'operaio, che si continuano a tirare fuori cifre di un disagio sociale che ha ben altra origine.

Come i negri dell'alabama, perseguitati dal Ku Klux Klan, i romeni si sfruttano e poi si disprezzano perche' con i loro stipendi da fame possono permettersi soltanto di restare in una fredda e scomoda baracca. E mentre ci concentriamo in analisi ossessive e perniciose sulle loro abitudini non riusciamo a cogliere delle semplici verità: i migranti sono gente la cui storia si perde durante il tragitto e se stanno insieme si sentono protetti.

I migranti che vivono nelle baracche non sono delinquenti. Sono solo poveri che non possono permettersi di pagare mille euro al mese di affitto. Quand'e' successo che ad avere colpa sono quelli che non si possono permettere di regalare fior di quattrini a proprietari di immobili disonesti e straricchi? Quando è stato deciso che bisogna alleviare il senso di colpa, se ce l'hanno, dei datori di lavoro che pagano niente per un lavoro ben fatto e poi chiamano la polizia perchè vedono il proprio operaio accampato alla meglio ai margini di un fiume?

Quando abbiamo deciso di ribaltare il problema e di non affrontare il fatto che la povertà non si può cancellare alla delicata vista dei benestanti perchè è di quella maledetta povertà che è fatta la loro ricchezza e dovrebbero vomitare tutti i giorni e cagare sangue dal dispiacere invece che cercare alibi al loro istinto da schiavisti.

I migranti non sono popoli inferiori. Non sono gente che va trattata male perchè così obbedisce di più. Non c'e' una ragione per cui è indispensabile fargli sentire il bastone dritto in culo ogni minuto della giornata. Non c'e' nessuna ragione a parte che l'avidità e la disonestà di tutte queste miserabili persone che costruiscono un regime fatto di confini e di muri e di galere perchè gli schiavi si sentano ancora più schiavi e senza vie d'uscita, perchè così ogni imprenditore italiano trova una ragione per affermare che quando sfrutta un operaio straniero gli sta persino facendo un favore.

In fondo sono come cani randagi, presi dalla strada, gli si può fare di tutto e bisogna fargli sentire la mano del padrone e pretendere che usino la lingua per leccargli le scarpe. 

Mi chiedo: se il romeno oramai deceduto per salvarsi la vita si fosse difeso e avesse ferito o ucciso uno dei suoi aguzzini quale sarebbe stata la versione della stampa?</description>
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            <title>Omicidio in centro a Verona</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=954</link>
            <description>&lt;strong&gt;Ragazzo massacrato a Verona
confessa un ultrà neofascista&lt;/strong&gt;
Identificati altri due dei cinque aggressori: sono già fuggiti all'estero
Ancora gravissime le condizioni del 29enne vittima del pestaggio

 VERONA - Un giovane ha confessato di essere uno degli autori dell'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di 19 anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, ha reso &quot;piena confessione&quot;. E' un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. 

L'avvocato del diciannovenne parla di una lite degenerata e sostiene che il suo assistito, che frequenta il liceo classico, non intendeva uccidere. Il legale aggiunge anche che il padre e la madre del giovane &quot;sono distrutti da una situazione spaventosa&quot;. 

Sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. &quot;Sono realista non voglio illudermi - dice il padre - &quot;i medici dicono che c'è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare&quot;. Secondo fonti sanitarie, domattina inizierà il periodo di osservazione per l'eventuale dichiarazione di morte cerebrale. Se non dovesse farcela, chi lo ha picchiato potrebbe essere accusato di omicidio volontario o preterintezionale. 

Il gruppo di neofascisti. La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all'estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati. 

E' stato proprio indagando su &quot;ambienti politicizzati&quot; della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell'ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio. 

Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l'associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all'episodio. &quot;Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda&quot; ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. &quot;I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova&quot;. Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, &quot;prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili&quot;. 

Anche il &quot;Veneto Fronte Skinheads&quot; nega di essere coinvolto. &quot;Il ragazzo - afferma il presidente Giordano Caracino - dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento&quot;. &quot;Noi - aggiunge -prendiamo le distanze in maniera categorica dall'accaduto e dalle persone che l'hanno compiuto&quot;. 

(4 maggio 2008) 
da Repubblica.it</description>
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            <title>AHHHIIIIIIII!!</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=943</link>
            <description>Oggi ho letto sul corriere di verona che due studenti del messedaglia hanno vinto uno un concorso di latino(si proprio latino!!!!) e l'altro di materie scientifiche:
ora voglio fare una provocazione.. Se il tanto decantato maffei che ha la medaglia d'oro alla cultura(si dice così??) non riesce nemmeno a preparare decentemente gli studenti per i vari test per entrare all'univ., come la mettiamo che uno scientifico oltre a primeggiare in scienze(cosa che non è così scontata dato che se le cose venissero fatte bene nel nostro liceo una buona conoscenza di base l'avremmo..), pure in latino, e ripeto LATINO(!!!) ci da una cosidetta sonora sconfitta (o meglio m***a..)??secondo voi come mai?ah senza nulla togliere ai meriti dei due studenti che hanno vinto..</description>
        </item>
        <item>
            <title>FIRENZE..</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=915</link>
            <description>A Firenze è in discussione un nuovo regolamento della polizia municipale su fenomeno dei mendicanti che intralciano i marciapiedi diffondendo un sentimento di malessere e disagio difusso e soprattutto creando pericolo per loro stessi(malattie e veicoli) e gli altri.
Infatti una signora non vedente ha inciampato in uno di essi e si è ferita al volto e in altre parti del corpo(pure un anziano o un bambino potrebbe incorrere nello stesso pericolo).
Vi rimando all'articolo &lt;a href=&quot;http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/04_Aprile/01/cioni_lavavetri_mendicanti.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://corrierefiorentino.corriere.it/cr...anti.shtml&lt;/a&gt;
 e vediamo cosa ne pensa il forum di questa situascion...</description>
        </item>
        <item>
            <title>NUOVO LIBRO</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=906</link>
            <description>Volevo consigliare la lettura di un libro molto interessante, edito da Mondadori, che ha scritto Illy, governatore del Friuli del PD(non è di parte quindi..), sullo stato di cose italiano e del perchè il sud sta perdendo il nord e il treno chiamato EUROPA.

Vi la presentazione..
&quot;Stiamo perdendo il Nord. Lo stiamo perdendo perché questa parte d'Italia è già in Europa. A differenza del resto del Paese, che vive questa condizione come una mera collocazione geografica. Ed essere in Europa significa confrontarsi con un mercato dove i confini sono ormai linee tracciate su una cartina e nulla più. Stiamo perdendo il Nord, perché in molti Paesi confinanti le imposte sul reddito d'impresa sono più basse, gli stipendi sono più alti e le grandi opere vengono realizzate, non solo progettate. In Spagna la linea ferroviaria ad alta velocità Madrid-Barcellona è in fase di completamento, la rete autostradale (pur servendo un minor numero di abitanti) ha un chilometraggio che presto supererà il nostro. In Slovenia il sistema autostradale permette già il collegamento con Italia e Austria e presto sarà pronto l'allacciamento con Ungheria e Croazia. Non parlo degli Stati Uniti o dell'Australia, ma di nazioni distanti una manciata di chilometri. Ecco perché stiamo perdendo il Nord. Perché il ritmo dello sviluppo andrebbe sostenuto da un apparato amministrativo mille volte più snello e invece siamo costretti a sopportare il giogo di una macchina arrugginita. Perché in questo quadro segnato dai colori dell'indifferenza e dell'immobilismo, la tentazione secessionista rischia di farsi largo sempre più. Non perché esista una 'natura padana' da difendere e valorizzare, ma perché, adesso che il mercato unico europeo marcia a pieno regime (o quasi), la secessione è diventata conveniente sul piano economico. Ecco perché stiamo perdendo il Nord. E dobbiamo fare in fretta a riguadagnarlo. Se vogliamo che l'Italia continui a esistere.&quot; Riccardo Illy, presidente di uno dei gruppi industriali italiani più noti al mondo e uomo politico stimato in tutta Europa, lancia un allarme destinato a lasciare il segno. Forte della sua esperienza pluriennale di governatore del Friuli Venezia Giulia e della sua conoscenza dall'interno dei problemi e dello scontento che serpeggiano in quella parte del Paese che con successo sta affrontando la globalizzazione, lancia un grido d'allarme alla politica e a tutti gli italiani che hanno a cuore il nostro futuro: se andiamo avanti così, perdiamo il Nord!

E un articolo di gian antonio stella(che non mi pare padano e leghista..)

Da &quot;Il Corriere della Sera&quot; di giovedì 13 marzo 2008

«Al Nord la secessione sa ancora sedurre» di GIAN ANTONIO STELLA Per quanto ancora «p il Nord potrà resistere alla tentazione secessionista?». La domanda, che farà venire l`orticaria a parecchi, non è lanciata da Bossi, Maroni o Calderoli.

A lanciare l`allarme è un gover- natore del centrosinistra. Che guida una giunta con dentro (sia pure in posizione secondaria) Rifondazione e che marcò nel 2003 la sorprendente conquista del FYiuli-Venezia Giulia: Riccardo IIly.

Secondo il quale c`è un solo modo per definire come la politica affronti le svolte epocali di questi anni: «Autismo». Non fa sconti a nessuno, l`imprenditore del caffè di origine ungherese e di cultura valdese che per otto anni fu sindaco di Trieste. E nel libro Così perdiamo il Nord, curato per Mondadori da Enzo d`Errico e in libreria da martedì prossimo, parte da dato: «Una recente indagine, il Rapporto sugli orientamenti civici del Nordest, condotta nell`ottobre 2007 dalla società Demos &amp;amp; Pi per conto della Fondazione Nord Est, dimostra che meno di una persona su tre esprime fiducia nei confronti dello Stato (31%), meno di una su cinque si fida del Parlamento (19%o) e soltanto una su dieci apprezza i partiti (9%)».

Certo, davanti a tanto disincanto, «è lecito domandarsi quante persone andrebbero oggi in piazza a manifestare per la secessione:

certamente meno di un tempo». Guai, però, a chi pensasse che, «siccome la Lega sembra ormai incanalata in un alveo istituzionale, il sentimento di ribellione che ne ha favorito la nascita e la crescita sia domato». Di più: «se lo spettro della secessio- ne è rimasto tale, paradossalmente lo dobbiamo proprio al Carroccio, che ha offerto una valvola di sfogo al disagio dei cittadini, costruendo dal nulla una &quot;mitologia&quot; politica che, per quanto rozza e grossolana, è riuscita a incanalare la rabbia del Nord nell`alveo istituzionale, disinnescando una bomba che altrimenti avrebbe potuto esplodere». Ma attenzione:

oggi «la tentazione secessionista rischia di sedurre nuovamente le regioni più ricche del Paese. E stavolta non sulla base d`una sconnessa rivolta emotiva, ma di una concreta (e dunque ben più pericolosa) convenienza economica determinata dai mutamenti europei». La tesi di Illy può piacere o non piacere. Ma è chiara: c`è «una parte del Paese, il Nord, che &quot;vive&quot; in Europa e l`altra, il Sud, che la &quot;abita&quot;». Siamo circondati, dice il governatore.

«Siamo» chi? «Quando dico &quot;noi&quot; parlo delle energie migliori che albergano nei due schieramenti, di quelle intelligenze &quot;laiche&quot; decise a confrontarsi sul terreno delle proposte concrete senza incatenarsi necessariamente al vincolo delle appartenenze».

Quanto agli assedianti, sono i Paesi europei che corrono più di noi, fanno scelte più nette, hanno più consapevolezza di quanto sta accadendo. L`Austria che ha ridotto le imposte sul reddito d`impresa dal 349/6 al 25% e introdotto un`ulteriore tassazione agevolata sull`utile non prelevato e una diminuzione degli oneri sociali per i lavoratori più anziani.

Risultato: il costo del personale è inferiore a quello italiano». La Slovenia dove «il Pii cresce del 7%» e c`è «un costo del lavoro di un terzo inferiore a quello italiano e il reddito d`impresa tassato al 22%». 0 ancora l`Estonia che poco più di tre lustri fa era ancora sotto l`Unione Sovietica e oggi, dopo una prodigiosa rimonta grazie alla detassazione degli utili reinvestiti, «è uno dei Paesi più innovativi e all`avanguardia nell`applicazione delle nuove tecnologie:

l`impiego dei telefoni cellulari per il parcheggio, per l`acquisto dei biglietti per l`autobus e per le transazioni bancarie è all`ordine del giorno». Per non dire dell`Irlanda che «dal 1996 al 2005 ha in pratica raddoppiato il Pii pro capite» e nella fascia tra i 25 e i 34 anni ha il triplo (37 contro 12%) dei nostri laureati.

Come possiamo tenere il passo accumulando ritardi decennali sulle ferrovie, sulle autostrade, sulle fonti energetiche, nella scuola, nelle università? Il governatore lo sa, che tante cose non piaceranno alla sinistra tradizionale.

E solleveranno perplessità anche nel Pd al quale, peraltro, ha deciso di non aderire per mantenere il ruolo di indipendente.

Ma lui, che rivendica di non essere mai stato un minuto a destra, ne è convinto: una sinistra moderna deve prender di petto la realtà in maniera diversa. Capire che «decurtando le imposte sull`impresa, lo Stato in realtà fa un investimento» perché «punta sul futuro per ottenere una quantità di tributi superiore grazie alla crescita dell`impresa stessa e dell`economia nel suo complesso».

Riconoscere che un conto è il precariato («Il nemico più insidioso del valore e della dignità del lavoro») e un altro la flessibilità e che piuttosto che tornare alle ingessature è meglio «varare un`indennità di disoccupazione» con «una cifra di gran lunga superiore all`elemosina erogata attualmente» ma «a patto che il beneficiario segua appositi corsi di formazione professionale e accetti il lavoro che alla fine gli viene offerto».

E poi varare una riforma vera delle pensioni («Abbiamo abbassato la soglia a 58 anni, quando la media europea è di 65») tenendo conto che l`aspettativa di vita si è alzata enormemente ed è immorale caricare tutto sulle spalle dei giovani, tanto più che il loro salario d`ingresso negli ultimi anni è drasticamente calato. E poi ancora un mucchio di altre cose.

Avendo chiaro un punto: la classe dirigente deve affrontare la sfida della modernità e riconquistare la fiducia dei cittadini puntando sul federalismo come «scelta necessaria e non soltanto un`opzione fra le tante o, peggio, un trucco per addomesticare il mal contento».

Altrimenti secondo Illy (che pure usa parole rare a sinistra dicendo d`avere «stima» per vari esponenti della Lega, cosa che farà inorridire parte dei compagni di strada) il Nord sarà perduto. E consegnato «nelle mani di un localismo gretto e asfittico».

Ed è lì che il presidente friulano lascia cadere la domanda più politicamente scorretta: in questo contesto dì «autismo» della  politica, «perché le regioni settentrionali devono finanziare, senza un`adeguata contropartita, i costi (nel settore della sanità, sarebbe più giusto dire &quot;gli sprechi&quot;) delle regioni centro-meridionali?».

C`è chi lo accuserà di essere un «leghista senza Lega», chi di lisciare il pelo agli egoismi degli elettori settentrionali. Ma una cosa è certa: «è una miccia consumata, prossima ormai all`esplosivo».

Gian Antonio Stella

Piede pagina

    * &lt;a href=&quot;http://www.Governo.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.Governo.it&lt;/a&gt;</description>
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            <title>Bari, le manifestazioni, l'antimafia</title>
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OGNI GIORNO CONTRO LA MAFIA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;
Sabato scorso a Bari eravamo tanti. Eravamo tanti noi di Ammazzateci Tutti; erano tanti i giovani delle altre associazioni, degli altri gruppi. Eravamo tanti tutti. Tante decine di migliaia di persone marciavano nello stesso corteo, percorrevano la stessa strada, sotto lo stesso sole e con le stesse difficoltà. Come era comune il percorso che fisicamente quella mattina è stato battuto, così, si può presumere, lo è anche quello ideale. Quello che ci mette tutti in cammino insieme con valori condivisi, per un obiettivo che è di tutti: sabato tutti riuniti a fare la stessa cosa in concreto e per mandare un messaggio al paese; nella vita tutti riuniti idealmente, assumendo comportamenti concreti che, nel piccolo di ciascuno, contribuiscano a raggiungere la meta.
Mi piace pensare che se ad ognuno dei presenti sabato venisse chiesto personalmente “Tu ci credi davvero che la mafia può essere sconfitta?”, tutti risponderebbero “sì”. Non è certo una mia scoperta, infatti, che la lotta alla mafia è fatta di due momenti che devono coesistere, e anzi, compenetrarsi e darsi forza l’un l’altro. L’uno è quello delle istituzioni: la politica e la magistratura. L’altro è quello delle persone. Di tutti gli individui che ci credono, che non vogliono arrendersi. Bene, questi ultimi hanno poche armi in mano, ma tra le azioni che si possono compiere, una importante, forse la più significativa, è quella del fare sentire forte la propria voce. Del farsi vedere, del gridare, del lanciare (come sempre) anche solo un segnale di presenza: noi siamo qui e siamo contro la mafia.
Come ho detto, le due fasi della battaglia non possono essere disgiunte. Ciò che è importante è non perdere mai la fiducia nell’efficacia in toto della nostra lotta. Spero e credo infatti che, seppur in tono minore rispetto a quanto avrebbe meritato, la Giornata della Memoria e dell’Impegno da poco passata, qualcosa abbia lasciato. Deve averlo fatto. E’ già un dato positivo che i giornali domenica abbiano dedicato una pagina a questo piuttosto che a Olindo e Rosa. 
Accennavo prima anche al comportamento concreto che noi, popolo antimafioso, dobbiamo assumere quotidianamente. Dobbiamo cercare di vivere in tensione per la legalità; non per essere esageratamente per bene o legalisti, ma piuttosto per assumere comportamenti positivi che siano anche d’esempio al prossimo. Inoltre, e soprattutto, per controllare l’altra fase della battaglia: quella istituzionale. Chi combatte la mafia dai palazzi deve sentire il nostro fiato sul collo! Devono avere la percezione che la gente, sempre di più, vuole che le cose cambino.
E dove troviamo la forza di andare avanti? Di non mollare tutto anche quando le sconfitte e le delusioni sembrano piombarci pedissequamente davanti al naso? Come un cane che si morde la coda, questa energia la si trova nelle immagini di sabato, ancora nitide nei nostri occhi. Nella marea umana che “con spirito di pace e coraggio di guerra” era lì per non mollare.
E’ anche in questo senso che va inteso l’invito di don Ciotti a sporcarsi le mani. Sporcarsi le mani significa parlare, denunciare, andare controcorrente nei comportamenti, boicottare situazioni persone e realtà ambigue. Fare quello che facciamo noi insomma. Fare antimafia di frontiera per stimolare e pressare anche quella di sistema.
Avanti così.
&lt;span style=&quot;color: #000080;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;Simone D'Ascola&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;</description>
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        <item>
            <title>Spagna, VINCE ZAPATERO</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=896</link>
            <description>&lt;span style=&quot;color: #000080;&quot;&gt;&lt;strong&gt;In testa il partito del premier. Ai Popolari di Rajoy il 39,65%
La vigilia del voto funestata dall'attentato dell'Eta che ha ucciso un socialista&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;

&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Al Psoe oltre il 45% dei voti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;

MADRID - In Spagna i seggi si sono chiusi alle 20 (con un'affluenza di oltre il 73%) e da subito per il Psoe si è profilata la vittoria. I dati confermano le previsioni dei primi exit poll: con il 71,45% delle schede scrutinate, i socialisti ottengono il 44,41% dei voti, contro il 39,65% del Partito Popolare di Mariano Rajoy. 

Il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero sembra dunque avere a portata di mano quell'&quot;ampia maggioranza&quot; che aveva chiesto agli elettori per governare da solo, o quasi, dopo una legislatura segnata da accordi e compromessi politici con i piccoli partiti nazionalisti catalani e baschi. 

I socialisti rivendicano la vittoria, anche se ammettono di non aver raggiunto l'obiettivo della maggioranza assoluta che gli avrebbe consentito di governare da soli. &quot;Possiamo dire con sicurezza che il Partito socialista ha vinto&quot;, ha dichiarato il segretario Jose Blanco. Nel 2004 il Psoe aveva ottenuto 164 seggi, con il 42,6% dei voti, contro 148 seggi del PP con il 37,6%. 
L'ultimo sondaggio prima del voto non dava più di quattro punti di vantaggio al Psoe in mezzo a preoccupazioni per l'economia e prima dell'assassinio, da parte dell'Eta, dell'ex assessore socialista Isaias Carrasco. 

da &lt;em&gt;repubblica.it&lt;/em&gt;
(9 marzo 2008)</description>
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        <item>
            <title>Caduta del governo</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=845</link>
            <description>&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mastella lascia la maggioranza
&quot;E' venuto il momento di dire basta&quot;&lt;/span&gt;
ROMA - &quot;Se ci sarà da votare sulla fiducia voteremo contro. L'esperienza di questo centrosinistra è finita&quot;. Lo dice il leader dell'Udeur Clemente Mastella in una conferenza stampa. &quot;Ringrazio Prodi per lo splendido e prestigioso incarico di ministro, anche se è stato drammatico. Il rapporto umano con lui - aggiunge Mastella - rimane e rimarrà sempre, ma l'esperienza politica del centrosinistra è chiusa&quot;. L'ex ministro ha detto che ora lavorerà per le elezioni anticipate. 

L'Udeur, ha spiegato Mastella, lavorerà &quot;con tutte le forze che saranno disponibili a prendere in mano la bandiera della libertà e della giustizia senza le quali non c'è politica che non sia avvilente pratica politicante&quot;. &quot;Non tratto - ha aggiunto - non negozio, non accetto mezze misure: mi batto e mi batterò per un governo e una maggioranza in grado di ridare un senso alla giustizia&quot;. 

&quot;Viene un momento - ha detto l'ex guardasigilli - in cui dire 'basta' è una scelta senza alternative&quot;. &quot;Da uomo di centro che ha guardato a sinistra - ha proseguito - secondo la lezione degasperiana; da ministro della Giustizia che ha operato laicamente per la riconciliazione e il rispetto della separazione dei poteri costituzionali, dell'autonomia della politica e dell'ordine giudiziario; da quella persona schietta e sincera che spero di essere riuscito ad essere, dico basta&quot;. 

Un basta che, per Mastella, non riguarda &quot;i dettagli per quanto dolorosi e avvilenti di un'inchiesta giudiziaria faziosa e pregiudiziale, condotta con abuso di regole inquisitoriali, a partire dal ruolo inaudito e patologico delle intercettazioni. Un'inchiesta che si è presto trasformata in gogna mediatica, privazione della libertà personale di una mia familiare incensurata e sempre a disposizione dell'autorità penale&quot;. 

Ma Mastella punta il dito anche sulla &quot;mancata solidarietà di amici e alleati, timorosi di subire anch'essi la gogna mediatica, l'attacco strumentale e fazioso di ministri che dovrebbero guardare il loro passato e riflettere più che aggredire il presente e il futuro dei loro compagni di banco&quot;. &lt;/strong&gt;

&lt;span style=&quot;color: #FF0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;il governo sta cadendo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;</description>
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            <title>Mastella si dimette</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=835</link>
            <description>ROMA - Un «tiro al bersaglio», una «ostinata caccia all'uomo», ad opera di «frange estremiste» che si annidano nelle toghe. È durissima la denuncia che Clemente Mastella fa alla Camera, annunciando le sue dimissioni in seguito agli arresti domiciliari della moglie, Sandra «presa in ostaggio». Un momento di grande tensione in una giornata che riserva altri clamorosi colpi di scena, tra cui l'iscrizione nel registro degli indagati dello stesso ministro accusato di sette reati. Ma a Mastella va la piena solidarietà di Prodi che dopo un breve incontro a Palazzo Chigi gli rinnova la fiducia respingendo le dimissioni del ministro. «Ringrazio Prodi ma in questo momento è più importante stare accanto a mia moglie» si limita a dire Mastella partendo per Ceppaloni. In serata Palazzo Chigi fa sapere che quando Mastella comunicherà le decisioni prese «alla fine di questa breve riflessione», allora «queste verranno valutate politicamente».

L'INTERVENTO - Alla Camera il leader dell'Udeur sferza un affondo pesantissimo contro la magistratura. «Mi ero illuso - attacca - di poter recuperare il rapporto fra politica e magistratura» sostenuto «dalla mia coscienza ispirata dalla fede» sul valore del dialogo. «Nonostante abbia lavorato giorno e notte per dimostrare la mia credibilità e la mia buona fede di interlocutore affidabile per il mondo della giustizia, oggi mi accorgo che sono stato invece percepito da alcune frange oltranziste come un avversario da contrastare, se non addirittura un nemico da abbattere» spiega Mastella. «Durante lo scontro sotterraneo e violentissimo tra i poteri in questi mesi ho avuto il triplo di avvisi di garanzia rispetto a quelli avuti nella mia una carriera trentennale», ma «sono andato avanti», «ho combattuto la mia battaglia finché si combatteva ad armi pari, e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perché dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori». 

AMORE E POTERE - È un Mastella profondamente amareggiato, deluso e livido di rabbia quello che interviene in Aula. Messa da parte la relazione sullo stato della giustizia in programma, il Guardasigilli spiega che si dimette «per senso dello Stato», perché «sono un ministro della Giustizia che non riesce a difendere la moglie da un provvedimento ingiusto». «Mi dimetto perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo» spiega Mastella destando un lungo applauso bipartisan (ma gli applausi più convinti arrivano dal centrodestra, un segnale politico da non sottovalutare: ascolta la cronaca in audio). 

LIBERO POLITICAMENTE - Mastella sottolinea che lascia via Arenula «per essere più libero umanamente e politicamente», sapendo che «un'ingiustizia enorme è la fonte inquinata di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l'ordinamento manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa. Colpa che invece - incalza Mastella - non ravvisa nell'esercizio domestico delle sue funzioni per altre vicende che lambiscono suoi stretti parenti e delle quali è bene che il Csm si occupi».


&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.corriere.it&lt;/a&gt;</description>
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        <item>
            <title>Giovanni Zanoni</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=815</link>
            <description>&lt;em&gt;&lt;strong&gt; «Era un riferimento, Lazise perde uno degli uomini migliori»&lt;/strong&gt;
Lazise. Giovanni era il nipote del Podestà. Duilio Zanoni è stato infatti per quasi l'intero periodo fascista il podestà di Lazise. Lascia il fratello Marco e le sorelle Laura e Silvia. Classe 1962, 45 anni ben portati, una ottima cultura classica. Modi eleganti e fini. Del resto la famiglia Zanoni è sempre stata un riferimento, sia dal punto di vista sociale che intellettuale del tessuto locale del paese gardesano. Anche il padre Franco , da poco scomparso, ha sempre rappresentato il meglio della società lacisiense, sia per conoscenza culturale che per personale capacità di espressione. Non da meno la moglie Vera.
«È davvero inspiegabile una morte simile», dichiara affranto il sindaco Renzo Franceschini, «perché mai avrei pensato che Giovanni potesse subire un incidente così inusuale. Ho conosciuto Giovanni Zanoni in una delle più belle iniziative culturali che il comune di Lazise possa vantare: il Certamen Catullianum. Posso dire che l'intelligenza e la scienza di Giovanni Zanoni si siano espresse proprio in questo contesto. Lazise perde uno dei suoi uomini migliori, assieme allo zio Giovanni Rama, il fondatore della &quot;banca degli occhi&quot;, scomparso proprio in questi giorni».
«Proprio nell'occasione dell'estremo saluto al professor Rama», soggiunge Agostino Carattoni, vicesindaco, «ho incontrato Giovanni Zanoni prima che salisse all'ambone della chiesa parrocchiale per ricordare commossamente lo zio così famoso e così schivo. Tutta la comunità di Lazise è addolorata per questo lutto inatteso e per una giovane vita spezzata così tragicamente».
«Conoscevo il nonno di Giovanni, ancora meglio e di più il padre Franco», dichiara Don Nicola Azzali, parroco emerito di Malcesine, «perché la nostra famiglia ha sempre intrattenuto con loro un ottimo rapporto personale. Proprio pochi giorni fa Giovanni è giunto a casa nostra per gli auguri natalizi, ovviamente con un regalo , come faceva sempre. Un ragazzo luminoso, culturalmente preparato, gioviale nel carattere e solare nel suo muoversi nella società. Amava la vita ed il mondo della cultura. E' davvero inspiegabile quanto è successo. Lo ricordo davvero amabilmente e con tanta simpatia nella mia personale preghiera».
La sua morte ha davvero lasciato attonite ed increduli le famiglie più conosciute e radicate nella comunità lacisiense. «Era un vero signore sia nei modi che nel proporsi», spiega una signora che abita in via Porta San Zeno, «segno inequivocabile dell'educazione ricevuta ma soprattutto della sua forte acquisizione culturale e della sua professione».&lt;/em&gt;


ciao gianni..</description>
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            <title>Addio Lorenzo</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=805</link>
            <description>Verona, muore arbitro 18enne
il cuore cede durante una partita
ROMA - Classe arbitrale in lutto per la tragica morte di un direttore di gara di 18 anni, deceduto oggi pomeriggio mentre dirigeva una gara del campionato veneto Giovanissimi. Il ragazzo, Lorenzo Modena, ha perso la vita in seguito a un arresto cardiaco, mentre stava arbitrando. Il presidente dell'Aia, Cesare Gussoni, ha disposto il lutto al braccio per gli oltre 30 mila arbitri in campo domenica, dalla serie A fino ai campionati regionali.

Modena aveva sostenuto l'esame da arbitro due anni fa, presso la Sezione di Verona. Ed è proprio a Verona che è accaduta la disgrazia, nel campo da gioco di via Adamello, durante l'incontro fra le squadre Intrepida e Olimpia Stadio. A dieci minuti dall'inizio della gara - racconta il presidente del Comitato regionale veneto degli arbitri, Tarcisio Serena - Lorenzo si è improvvisamente accasciato a terra, colpito da un malore.

Soccorso immediatamente, il ragazzo è stato caricato in ambulanza, ma è morto durante il trasporto al policlinico Borgo Roma di Verona. &quot;Era probabilmente una delle persone più appassionate che avevamo in associazione - commenta il presidente di sezione degli arbitri scaligeri, Gianluca Bacciga - se dovessi proprio trovargli un difetto, direi che era troppo buono e troppo disponibile&quot;.

Gussoni, a nome del comitato nazionale, ha espresso il cordoglio dei 31 mila 640 arbitri italiani per l'improvvisa scomparsa del giovane collega: &quot;Alla famiglia e ai presidenti del comitato regionale arbitri Veneto e della sezione di Verona - si legge nel messaggio - giungano le più sentite condoglianze e il sostegno di un grande abbraccio di fraterna vicinanza&quot;. In Veneto sarà osservato un minuto di raccoglimento prima dell'inizio delle partite.

&lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;




non so se vada bene che io apra questo topic. ma non credo si creino problemi. oggi è morto Lorenzo, un nostro Compagno di scuola, ed anche un Collega arbitro per me. Per favore chi lo conosceva venga al funerale o al rosario che si terrà domani sera al sacro cuore alle 7, per ricordarlo degnamente. Stiamo vicino ai suoi genitori.
non so cosa dire sono sconvolto oggi fuori da scuola gli ho fatto gli auguri di natale, è incredibile, non riesco ancora a crederci.</description>
        </item>
        <item>
            <title>Tensioni politiche in città</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=804</link>
            <description>In quest'ultimo periodo la tensione politica nella nostra città è andata via via crescendo fino a sfociare in beceri agguati notturni da parte dell'una e dell'altra fazione. Resta il fatto, però, che è indubbio che una certa parte politica ha da tempo scelto una politica volta in questa direzione. Quale essa sia penso lo possiate ben immaginare...con questo breve scritto non si vuole accusare o condannare nessuno ma solamente raccontare in modo OGGETTIVO come si siano svolti i fatti. Penso che nessuno possa contestare la veridicità di questi eventi, tutti realmente accaduti, della quale si è discusso più o meno lungamente anche sui media locali e non...riguardo al fatto di volto San Luca un parlamentare veronese aveva anche esposto i fatti in Parlamento chiedendo punizioni adeguate per i responsabili.

A memoria personale tutto può essere ricondotto a fine giugno (o forse inizio luglio) 2005, quando 30 persone riconducibili all'ambiente della destra estrema nonchè alla curva sud veronese &lt;strong&gt;hanno selvaggiamente picchiato 4ragazzi (fra cui una ragazza) rei di appartenere al CSOA La Chimica&lt;/strong&gt;. Agguato avvenuto in volto San Luca (vicino al McDonald) in cui è stato fatto uso di catene, manganelli, spranghe... Sono seguite numerose perquisizioni in abitazioni e consguente denuncia a piede libero per possesso di armi impoprie atte ad offendere...la condanna da parte delle fazioni politiche è stata unanime ma questo certamente non è servito a rasserenare gli animi. &lt;strong&gt;L'estrema sinistra ha più volte seguito la linea dell'attentato incendiario&lt;/strong&gt;...facendo esplodere più volte (l'ultima poche settimane fa) bombe carta davanti al negozio &quot;Camelot&quot; di via IVNovembre di cui è proprietario proprio un membro dell'estrema destra...ma mai prima d'ora era arrivata ad equipararsi alla destra, compiendo &lt;strong&gt;un agguato in 7 contro 1 nei pressi di piazza Erbe&lt;/strong&gt; dove un giovane è stato picchiato con le stesse modalità seguite dai loro avversari.

Ne sono seguite le solite dure condanne dalle parti politiche e molte dichiarazioni d'amore da parte del &quot;Veneto Fronte Skinheads&quot; di cui riporto un comunicato: &quot;&lt;em&gt;Questa notte a Verona nei pressi della centrale piazza Erbe, la codardia comunista ha colpito un’altra volta, alzando però il tiro aggredendo uno skinhead alle spalle e procurandogli una ferita da arma da taglio che ha richiesto 90 punti di sutura. L’Associazione Culturale “Veneto Fronte Skinheads” condanna la vigliaccheria di questi infami codardi, che altro non sanno fare se non colpire alle spalle, e sottolinea come l’accaduto della scorsa notte altro non sia se non il logico ripugnante strascico di quegli stessi invertebrati che nei mesi scorsi hanno compiuto i famosi attentati ad attività commerciali di aderenti alla nostra Associazione nel centro cittadino. Ora non si scherza più!!! Le pedate nel culo promesse poco tempo fa, sono sempre più vicine. Siamo stanchi di una magistratura che li copre e di una polizia che li lascia impuniti, siamo pronti a scendere in piazza nello stile che ci ha sempre contraddistinto per insegnare loro come ci si comporta. Seguirà nuovo comunicato.RABBIOSI E IRRIVERENTI!!!&lt;/em&gt;&quot;. 

La questione quindi non accenna a placarsie ma, anzi a si fa sempre più accesa. &lt;strong&gt;La sinistra antagonista ha, inoltre fatto esplodere alcuni ordigni in un'osteria-birreria in borgo venezia&lt;/strong&gt;, ritrovo abituale di appartententi alla curva sud e all'estrema destra. Ma &lt;strong&gt;i fatti da raccontare sarebbero ancora molti anche se vedrebbero coinvolti maggiormente la destra&lt;/strong&gt; (aggressione a due anarco-punk sul lago, il pestaggio di Luca Perini figlio di un esponente della sinistra veronese e ultimo l'aggressione con manganelli telescopici a tre militari in via Mazzini colpevoli di essere nati ina regione diversa dal Veneto). Gli aggressori coinvolti in quest'ultimo fatto sono stati arrestati (perlomeno 3 su 4) e dovranno rispondere di varie accuse. Questi si difendono affermando che non si è trattato certo di un agguato con risvolti politici ma di una semplice rissa da bar...e puntano il dito contro la sinistra, e in particolare contro quei &quot;7 individui che hanno picchiato selvaggiamente un nostro camerata per il quale dovranno rispondere di tentato omicidio&quot;, queste le dichiarazioni rilasciate da un loro amico.

Secondo le dichiarazioni della destra, quindi, sembra che sia la sinistra la causa di tutti i mali e di queste tensioni politiche generate in città...ma andando a fondo e analizzando per bene tutti gli eventi sembrerebbe il contrario...&lt;em&gt;ai posteri l'ardua sentenza&lt;/em&gt;



&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;</description>
        </item>
        <item>
            <title>Bormio, torna libero il 17enne che ha ucciso il bimbo in bici</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=688</link>
            <description>MILANO - Non ? stato omicidio volontario ma colposo. Con questa motivazione il giudice del tribunale minorile di Milano non ha convalidato il fermo nei confronti del 17enne alla guida della moto che aveva ucciso il piccolo Renzo Giacomella a Bormio in provincia di Sondrio. Cos? aono tornati tutti e due a casa dopo pochi giorni di carcere i due giovani che la sera di sabato 6 ottobre investirono e uccisero con una moto 125 da cross, senza fermarsi a prestare soccorso, il piccolo Renzo Giacomella di tre anni. Ieri era uscito dal carcere di Sondrio il 18enne Luca Martinelli, che stava sul sellino posteriore della moto.

Il 17enne M.S. di Bormio, muratore, ha lasciato la Casa di Prima Accoglienza del Beccaria di Milano poco dopo le 13. &quot;Appena ci ha visti - racconta la mamma, 39 anni, casalinga - ci ? venuto incontro e ci ha abbracciati fortemente. E' finalmente uscito da un incubo. Non si pu? accusarlo di omicidio volontario. Non ? un criminale&quot;. Ad aspettarlo a casa ha trovato una cinquantina di amici che lo aspettavano a braccia aperte per festeggiarne il ritorno. Il minore all'uscita del 'Beccaria' ha trovato i suoi genitori ad attenderlo e con loro ? salito in auto e ha raggiunto Bormio dove abita e dove appunto lo attendeva una cinquantina di amici per festeggiare il suo ritorno alla totale libert?.
Accolto dagli amici quasi fosse una star, M.S. si ? infilato in casa per la cena. Ma pu? uscirne quando vuole. Il Gip, infatti, non ha previsto alcuna misura restrittiva nei suoi confronti ma ha solo incaricato &quot;i servizi minorili dell'Amministrazione della giustizia, in collaborazione con i competenti servizi del territorio, di adottare un percorso di sostegno psicologico in favore del minore e del nucleo familiare&quot;, cos? come si legge nell'ordinanza del giudice.

Dall'altra parte, c'? una madre che il suo figlio lo ha perso, la mamma del piccolo Renzo. Ma non grida allo scandalo per il rapido ritorno in libert? dei due ragazzi, responsabili seppure involontariamente della morte del suo bambino. &quot;Sbagliare ? un diritto di tutti - afferma infatti Nicoletta Martinelli - non l'hanno fatto apposta a ucciderlo. L'importante ? che, in futuro, casi del genere non si ripetano e che i due amici siano pi? prudenti&quot;. &quot;Mi auguro che si siano resi conto della gravit? del fatto, in particolare dell'essere fuggiti dopo l'incidente e di non aver risposto ai ripetuti appelli a costituirsi in caserma. Mio marito, invece, ritiene che qualche giorno in pi? di reclusione li avrebbe forse aiutati meglio a meditare sull'errore commesso. Io lascio che la giustizia faccia il suo corso, intanto il mio bimbo non me lo restituir? pi? nessuno&quot;.

fonte: repubblica.it

Pienamente d'accordo con ci? che ha detto la madre del piccolo, &quot;sbagliare ? umano&quot;... (anche se loro hanno sbagliato a non fermarsi.....) ? giusto che questi due ragazzi (dopo che avranno capito il loro errore) abbiano la possibilit? di ricominciare una nuova vita. Metterli in carcere non avrebbe alcun senso..dubito che servirebbe a qualcosa, sia per loro che per i familiari del bambino ucciso...avere giustizia non significa accanirsi con chi ha sbagliato..? giusto che questi ragazzi paghino...ma sono debitori verso tutta la societ? e quindi devono rendersi utili nei confronti di tutti...devono aiutare gli altri ragazzi che sono meno fortunati di loro, aiutare gli anziani, i disabili...penso che queste cose qui servano pi? di un ergastolo....e ancor pi? di una pena di morte....</description>
        </item>
        <item>
            <title>Birmania: l'inferno</title>
            <link>http://www.maffeiani.com/forum/showthread.php?tid=667</link>
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si commentano da soli..spero solo che il mondo si sensibilizzi..

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